Appello ZetaLab

ZetaLab

APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

LABORATORIO ZETA, UN RARO ESEMPIO DI DEMOCRAZIA PARTECIPATA DA SALVARE

Se in una città, una regione, un paese, mancano infrastrutture, servizi sociali, se vengono meno le più elementari necessità che una società civile dovrebbe garantire, dalla salute alla casa, all'accoglienza, alle attività culturali, al doposcuola, al sevizio di sostegno e orientamento per i migranti; se un luogo diventa spazio realmente pubblico, aperto ad iniziative sempre mirate alla tutela dei diritti di chi subisce le più disparate discriminazioni, ovvero luogo di scambio e confronto spontaneo e libero; se diventa un punto di riferimento per le stesse istituzioni e per la popolazione di un quartiere e di una città; se ospita rifugiati politici e si sostituisce materialmente, negli anni, ai soggetti che avrebbero il compito precipuo di fare "welfare", per dire così.

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EMERGENZA CASA, PROPOSTE

EMERGENZA CASA, PROPOSTE E SOLUZIONI

La gravissima situazione igienico sanitaria dei cittadini che sono alloggiati nel campo container è indice della più totale assenza da parte dell’Amministrazione di politiche abitative e di accoglienza per i soggetti che , sempre più num erosi, versano in gravi difficoltà socioeconomiche; ma a rendere ancora più inquietante la vicenda è che parte di questi sfortunati cittadini ha ricevuto una vera e propria assegnazione temporanea dalla dirigente del servizio socio assistenziale, con il placet del direttore generale del Comune di Palermo.

Si tratta di una soluzione di accoglienza caratterizzata da costi  elevati dovuti sia alla realizzazione del campo, sia all’adeguamento dei container, per un totale di 132.422 euro, oltre alla manutenzione che, se pure assidua, è stata ed è inefficace: basti pensare al tracimare continuo del liquame ampiamente documentato da innumerevoli servizi giornalistici televisivi apparsi anche sulla rete nazionale. Ma questa drammatica situazione non è l’unica, altre famiglie vivono in condizioni estreme, nell’indifferenza generale. La verità è che si deve essere consapevoli che l’emergenza abitativa nelle realtà metropolitane come Palermo è un fatto strutturale. E quindi occorre affrontare con vari strumenti la complessità del problema:cosa fino ad oggi mai fatta con continuità ed efficacia dall’amministrazione Cammarata.

L’azzeramento di tutti i passi avanti compiuti sulla vertenza casa è l’unico gravissimo dato da rilevare; non solo non si è proceduto in maniera massiccia all’assegnazione dei beni confiscati o di altra tipologia di case disponibili, ma addirittura è in atto la procedura di sgombero per i nuclei familiari cui erano state già fatte delle assegnazioni poiché non viene rispettato l’articolo del regolamento degli interventi abitativi secondo il quale allo scadere dei tre anni di assegnazione questa può essere rinnovata se permangono i requisiti previsti. Per ciò che riguarda il problema delle occupazioni abusive se il nucleo familiare è indigente, non può risolversi solo con lo sgombero coatto ma occorre che il Comune di Palermo si doti di strutture di accoglienza collettiva che non possono essere limitate a Biagio Conte e utilizzi caserme e/o ospedali in dismissione, come previsto anche dal Piano regionale degli interventi abitativi stilato dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici nel marzo 2008, anziché mettere sulla strada cittadini che andrebbero incontro nuovamente a situazioni di emergenza.

Insieme alle altre azioni necessarie a superare i problemi più generali dell’abitare, un’altra soluzione per l’emergenza è l’individuazione nell’ambito degli immobili di proprieta comunale in dismissione di quegli alloggi che anziché essere svenduti possano dare risposta, anche se temporanea,  a queste drammatiche situazioni, come proposto dal nostro gruppo Un’altra storia in un’apposita delibera di iniziativa consiliare. Invito dunque il nuovo Assessore ad avviare un tavolo in cui tutti i soggetti coinvolti e interessati affrontino in maniera articolata ed efficace l’emergenza abitativa che affligge la nostra città.

Macchia Nera e Santa Rosalia

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Forse la Santuzza non avrebbe voluto, per la 385° edizione del suo tradizionale festino, che ad appestare l’aria già discretamente fetida della città di Palermo ci fossero al cospetto del suo sontuoso carro beghe politiche e discriminazioni di vario segno e tipo. Lei, stando alle citazioni storiche, a tutto rinunciò (e non era poco, provenendo da un’agiata famiglia normanna) per seguire la sua vocazione spirituale – per credenti e agnostici: comunque Rosalia fu una mistica e la sua vita ascetica è ben lontana dalle lordure di Palazzo che avvelenano le esistenze dei palermitani ormai da troppo tempo.

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Chi sono

Antonella Monastra è palermitana e nata nel ‘56. E’ ginecologa responsabile del Consultorio Familiare ...
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