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Mozioni

No alla installazione del MUOS a Niscemi

 

Città di Palermo                                                                                                  GruppoConsiliare                                                                               

 

 

Prot. n. __________   Palermo, 21 marzo 2014

 

MOZIONE

No alla installazione del MUOS a Niscemi 

Premesso che

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di radio-telecomunicazioni satellitari ad altissima frequenza della marina militare statunitense, dotato di satelliti geostazionari e stazioni di terra. Sarà utilizzato per coordinare in maniera capillare tutti i sistemi militari statunitensi dislocati in ogni parte del globo e per guidare sistemi d’arma quali gli aerei privi di pilota.

Destinato principalmente ad utenti mobili (piattaforme aeree e marittime, veicoli di terra e soldati), il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video tramite l’installazione di antenne paraboliche ad emissioni elettromagnetiche in grado di comunicare in ambienti svantaggiati (come ad esempio regioni altamente boscose).

Il MUOS comprenderà quattro impianti di stazione a terra. La stazione terrestre posta nell’area del Mediterraneo, in un primo momento, era prevista all’interno della base militare americana di Sigonella. Ma a seguito dei risultati di uno studio sull’impatto delle onde elettromagnetiche generate dalle antenne (Sicily RADHAZ Radio and Radar Radiation Hazards Model), eseguito da due aziende private, AGI – Analytical Graphics Inc. (con sede a Exton, Pennsylvania) e Maxim Systems (San Diego, California), il progetto fu spostato a Niscemi.

Nello specifico, fu elaborato un modello di verifica dei rischi di irradiazione sui sistemi d’armi, munizioni, propellenti ed esplosivi (il cosiddetto HERO – Hazards of Electromagnetic to Ordnance), ospitati nella grande base siciliana. Una simulazione informatica del sistema MUOS, fornita dai consulenti di Maxim Systems, dimostrava la reale esistenza di rischi connessi al regolare funzionamento dell’impianto. Si prevedeva l’emissione di fasci di onde elettromagnetiche di portata tale da interferire con le apparecchiature poste sugli aeromobili in volo in quella zona per i vicini aeroporti civili di Comiso e di Fontanarossa e in loco per quello militare di Sigonella. Si presuppone il fondamento di questa relazione in quanto i vertici militari americani si convinsero a spostare la stazione MUOS a Niscemi, nella base NRTF-8 già all’epoca sotto il comando di Sigonella.

 

Considerato che

        

     In Sicilia, il terreno di impianto del MUOS, ricadente all’interno della Riserva Naturale Orientata (RNO) denominata “Sughereta di Niscemi”, istituita con D.A. 475/97 e inserita nella rete ecologica “Natura 2000” come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) ITA050007, si trova ad una distanza di circa 6 km a Sud-Est del centro abitato del paese di Niscemi e ad una distanza di circa 2 km dai primi agglomerati edilizi.

 

     I Comitati No MUOS, il primo dei quali sorto già nel febbraio del 2009, esprimono fortissime preoccupazioni riguardo le conseguenze dell’istallazione di tale sistema. Infatti le esposizioni a lungo termine di campi elettromagnetici ad altissima frequenza, anche se non eccessive ma prolungate nel tempo, possono produrre insorgenze tumorali varie e leucemie nonché incidere sull’ecosistema della Sughereta di Niscemi, sulla qualità dei prodotti agricoli, sul diritto alla mobilità e allo sviluppo del territorio, sul diritto alla pace e alla sicurezza del territorio e dei suoi abitanti.

Particolare attenzione desta uno studio, depositato in data 04.11.2011, del Politecnico di Torino, effettuato dai Professori Zucchetti e Coraddu, nel quale si afferma che «al fascio principale di microonde emesso dalla parabola MUOS, in caso di errore di puntamento dovuto ad incidente, malfunzionamento o errore, è associato il rischio di irraggiamento accidentale di persone che, entro un raggio di 20 km, potrebbero subire danni gravi e irreversibili anche per brevi esposizioni, a tale rischio è esposta l’intera popolazione di Niscemi»; e si legge nelle valutazioni conclusive dello stesso studio: «data la situazione è opportuno un approfondimento delle misure, con l’avvio immediato di una procedura di riduzione a conformità, finalizzata alla riduzione delle emissioni, e il blocco di ogni ulteriore istallazion”.

Già nel 2008, con nota del Sindaco del 12.09.2008, il Comune di Niscemi aveva formalmente richiesto al Ministero della Difesa chiare e precise indicazioni sui reali effetti delle onde elettromagnetiche generate dall’impianto MUOS durante la sua ordinaria operatività, facendo rilevare la inammissibile mancata partecipazione alla conferenza dei servizi, che si era tenuta lo stesso anno e che aveva prodotto parere positivo al rilascio delle autorizzazioni necessarie alla costruzione dell’impianto stesso, dell’allora Azienda Sanitaria Locale competente che non aveva nemmeno espresso alcun parere preventivo in proposito.

Lo stesso Comune di Niscemi, nel marzo del 2009, procedeva alla nomina di un comitato tecnico-scientifico per la valutazione della documentazione presentata in merito al progetto MUOS. Tale comitato rilevava «un quadro allarmante sulle possibili ricadute negative delle antenne sulla fauna del SIC» ed evidenziava l’assoluta insufficienza dei dati forniti a corredo del progetto, così che il Comune di Niscemi, con atto del 22.10.2009, revocava in autotutela il nulla-osta in precedenza rilasciato per la costruzione dell’impianto MUOS, ravvisando in motivazione «la necessità di procedere ad una valutazione di incidenza che tenga conto di dati completi ed attendibili poiché si ritiene insufficiente ed inadeguata la documentazione (su cui la valutazione si basa) prodotta in precedenza», contraddittoria e basata su un monitoraggio inefficace poiché non effettuato su antenne che all’epoca della rilevazione delle onde elettromagnetiche non utilizzavano il sistema MUOS, non ultimato e/o utilizzabile.

in data 21.12.2012, la sezione prima del TAR di Palermo, nell’ambito del procedimento iscritto al n. 1864/2011, ha disposto, con ordinanza, la nomina di un verificatore nella persona del Preside della facoltà di ingegneria di Roma “La Sapienza”, che dichiari quali sono la consistenza e gli effetti delle emissioni elettromagnetiche generate dall’impianto MUOS e se tali emissioni siano o meno conformi alla normativa nazionale e regionale in materia di tutela delle esposizioni elettromagnetiche e di tutela ambientale delle aree SIC.

Tale verificazione, depositata in data 27 giugno 2013 ha confermato che tutti gli studi ed i dati posti a base della autorizzazioni regionali sono erronei ed inattendibili, sottolineando che non sono stati adeguatamente valutati i rischi per la popolazione e per le interferenze strumentali con i vicini aeroporti. Mentre risulta certo l’impatto ambientale negativo legato alle onde elettromagnetiche emesse dall’impianto.

La Regione Siciliana, con atti del 29 marzo 2013 revocava le autorizzazioni ambientali rilasciate per la realizzazione del MUOS. Avverso tali revoche il MINISTRO DELLA DIFESA ha proposto ricorso, con 2 distinti ricorsi innanzi al TAR Palermo iscritti ai nn. 808 e 950/2013, chiedendone l’annullamento previa sospensione.

il TAR, con Ordinanze del 9 luglio 2013, rigettava la domanda di sospensiva, ritenendo che vi fossero seri dubbi sulla nocività dell’impianto per la salute pubblica, per l’ambiente e per la sicurezza del traffico aereo dei vicini aeroporti. In particolare nelle Ordinanze si specificava che «la priorità e l’assoluta prevalenza in subiecta materia del principio di precauzione (art. 3 ter D.lgs 152/2006) nonché dell’indispensabile presidio del diritto alla salute della comunità di Niscemi, non assoggettabile a misure anche strumentali che la compromettano seriamente fin quando non sia raggiunta la certezza assoluta della non nocività del sistema MUOS»; le Ordinanze del 9 luglio 2013, venivano impugnate, sempre dal Ministro della Difesa innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana il quale fissava per la discussione la Camera di Consiglio del 25 luglio 2013.

La Regione Siciliana emanava, il 24 luglio 2013, la revoca dei provvedimenti di revoca del 29 marzo 2013, in forza di un procedimento concordato con il Ministero della Difesa che subordinava la ripresa dei lavori di realizzazione del MUOS (ed il ripristino delle autorizzazioni regionali) al parere positivo di una commissione formata dall’Istituto Superiore di Sanità.

La revoca del 24 luglio 2013 desta forti perplessità posto che l’Istituto Superiore di Sanità non è organo terzo e le sue conclusioni contraddicono quelle alle quali era giunto il verificatore del TAR Prof. D’Amore ed i tecnici incaricati dalla Regione che avevano allegato parere contrastante. Inoltre, la relazione dell’Istituto Superiore di Sanità è fondata sulle rilevazioni effettuate in una settimana dall’ISPRA che contraddicono le rilevazioni delle emissioni elettromagnetiche effettuate dall’ARPA Sicilia dal 2008 al 2010, secondo cui la base NRTF (Naval Radio Transmitter Facility) già esistente (attiva dal 1991) emette radiazioni che provocano la presenza di livelli di campo elettrico, considerati già ai limiti della sopportabilità, nell’abitato di Niscemi e suo circondario. Infatti, tale stazione radar è composta da 41 antenne verticali (di cui 27 attive) operanti nella banda HF (High Frequency), cioè attorno ai 30 MHz, e da un’antenna verticale operante a bassissima frequenza (VLF, circa 43KHz) adatta per la comunicazione con i sottomarini in immersione; la potenza emessa da questa antenna è veramente notevole: si va da un minimo di 500KWatt ad un massimo di ben 2000KWatt. Tutte le antenne descritte hanno il lobo principale di radiazione a livello del terreno, quindi impattano direttamente su tutta la popolazione e la fauna.

La Base di Niscemi è regolata dall’Accordo sottoscritto il 6 aprile 2006 (Technical Arrangement between the Ministry of Defence of the Italian Republic and the Department of Defense of the United States of America regarding the installations/infracstuture in use by the U.S forces in Sigonella, Italy) e tale accordo di natura tecnica, nel proprio allegato numero 1, specifica che il sito di Niscemi è fra quelli finanziati ed utilizzati esclusivamente dalle forze armate statunitensi, non rientrando tra le basi NATO.

Il MUOS è un sistema militare, e pertanto il Ministero della Difesa ha stipulato accordi bilaterali illegittimi perché formalizzati al di fuori delle procedure disciplinate dagli Artt. 80 e 87 della Costituzione, spogliando il Parlamento di una propria inalienabile prerogativa di decidere nelle scelte riguardanti la politica internazionale autorizzando la ratifica degli accordi internazionali.

Il MUOS è stato costruito:

  • in contrasto con quanto affermato dal Comune di Niscemi in vari atti deliberativi;
  • in assenza del prescritto Nulla-Osta dell’Azienda Sanitaria Locale ove ricade la costruzione del MUOS;
  • sulla base di un’erronea interpretazione degli artt.352 e 356 del D.lgs. 15 marzo 2010 n. 66 “Codice dell’ordinamento militare” in relazione all’art. 7, comma 1, lettera b, del decreto del Presidente della repubblica, 6 giugno 2001 n.380.

Da uno studio dell'I.S.S. (Istituto Superiore di Sanità) risulta «opportuno realizzare un sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti a Niscemi» ed in particolare, per la componente giovanile la quale, a detta dello stesso I.S.S., richiede particolare attenzione e cautela.

Atteso che
Il Consiglio Comunale di Palermo l'8 novembre scorso, con l’approvazione della mozione della scrivente “No alle installazioni in Sicilia delle spietate tecnologie di guerra volute da Usa e Nato  - “No MUOS a Niscemi”, si è già impegnato e ha impegnato il Sindaco a promuovere ogni possibile azione a tutti i livelli volta a fermare il progetto militare del MUOS e ad ottenere la revoca delle autorizzazioni concesse per l'installazione delle antenne nella riserva naturale orientata "La Sughereta" di Niscemi, a vigilare affinché le autorità competenti completassero le indagini e i rilievi per verificare gli effetti del MUOS, a richiedere l'attestazione di tutte le garanzie a salvaguardia dell'uomo e del territorio, a promuovere campagne di sensibilizzazione contro l'installazione del MUOS, contro il riarmo e la militarizzazione della Sicilia, e sui pericoli per la salute causati dal MUOS.

Il Consiglio Comunale di Palermo, con propria Deliberazione n. 301 del 24/7/2013, ha auspicato il taglio delle spese militari, ha chiesto al Parlamento di riorganizzare in senso riduttivo le forze armate tenuto conto della situazione internazionale e delle necessità di contenimento della spesa pubblica, di ridurre la presenza di basi militari americane sul nostro regionale e nazionale territorio, a partire dalla basi di Sigonella, Birgi e NRTF n.° 8 di Niscemi, si è dichiarato contrario all’installazione del MUOS ed all’uso del territorio nazionale per installazioni connesse allo sviluppo, il dispiegamento, l’impiego militare di droni.

Nello scorso mese di settembre, in concomitanza con l’adesione al network internazionale “Mayors for Peace - Sindaci per la Pace”, il Consiglio Comunale di Palermo ha ufficialmente aderito al movimento No Muos e partecipato con diversi esponenti della Giunta e del consiglio Comunale alle manifestazioni No MUOS di Niscemi e Palermo. “Con questa forte presa di posizione contro il Muos - come ha dichiarato in quell’occasione il Presidente del Consiglio Comunale Salvatore Orlando – Palermo, storicamente antimilitare, attesta il chiaro rifiuto di essere considerata “base militare”, ma piuttosto orgogliosa nel riconoscersi come terra di pace. Finalmente uniti in una manifestazione importante e determinante per la sicurezza e la certezza che la Sicilia non venga “utilizzata” per fini bellici ma che innalzi la bandiera della pace, portavoce di uguaglianza, fratellanza e legalità”.

Antonio Mazzeo, in un suo articolo, fa notare che “Come se non bastasse, nel capitolo “altre forniture, attività 5-7” del bilancio di previsione 2012 per la Marina Usa c’è pure un finanziamento di 280.000 dollari destinato alla stazione di Niscemi (NCTS Sicily Microwave), per “progettare, realizzare, installare e testare le componenti elettroniche necessarie all’interconnessione con le principali installazioni di NAS Sigonella, in modo di assicurare circuiti affidabili a supporto VLF, HF, MUOS e di altre missioni tattiche strategiche operate da NCTS Sicily”. Questo programma ha il pregio di sbugiardare i politici e i militari che avevano assicurato che con l’entrata in funzione del MUOS sarebbero state disattivate le 41 antenne a microonde della stazione US Navy, con conseguente riduzione delle pericolosissime emissioni elettromagnetiche a Niscemi. Contractor è SPAWAR – Space and Naval Warfare Systems Center Pacific, il centro di ricerca spaziale della Marina con sede a San Diego, California. Sarà una coincidenza, ma proprio SPAWAR ha elargito negli ultimi due anni all’Università degli Studi di Catania 475.000 dollari per programmi top secret nel campo dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Il MUOS è sempre più una vacca da mungere e una fabbrica del consenso”.

Antonio Mazzeo, in un suo articolo, fa notare che “Come se non bastasse, nel capitolo “altre forniture, attività 5-7” del bilancio di previsione 2012 per la Marina Usa c’è pure un finanziamento di 280.000 dollari destinato alla stazione di Niscemi (NCTS Sicily Microwave), per “progettare, realizzare, installare e testare le componenti elettroniche necessarie all’interconnessione con le principali installazioni di NAS Sigonella, in modo di assicurare circuiti affidabili a supporto VLF, HF, MUOS e di altre missioni tattiche strategiche operate da NCTS Sicily”. Questo programma ha il pregio di sbugiardare i politici e i militari che avevano assicurato che con l’entrata in funzione del MUOS sarebbero state disattivate le 41 antenne a microonde della stazione US Navy, con conseguente riduzione delle pericolosissime emissioni elettromagnetiche a Niscemi. Contractor è SPAWAR – Space and Naval Warfare Systems Center Pacific, il centro di ricerca spaziale della Marina con sede a San Diego, California. Sarà una coincidenza, ma proprio SPAWAR ha elargito negli ultimi due anni all’Università degli Studi di Catania 475.000 dollari per programmi top secret nel campo dell’elettronica e delle telecomunicazioni. Il MUOS è sempre più una vacca da mungere e una fabbrica del consenso”.

Ritenuto che

Sia necessario bloccare il processo di militarizzazione che sempre più coinvolge la Sicilia affinché  non vengano messi a rischio la salute dei cittadini siciliani, la loro sicurezza, la tutela dell’ambiente e gli stessi diritti democratici.

Sia necessario che l’Italia, proprio perché nella sua Costituzione è esplicito il ripudio della guerra, ed in un’ottica si solidarietà e cooperazione internazionale, non partecipi a conflitti belligeranti in generale e contribuisca, in particolare affinchè il Mediterraneo divenga un “mare di pace”.

fermare la realizzazione degli impianti militari statunitensi MUOS a Niscemifermare la realizzazione degli impianti militari statunitensi MUOS a Niscemi

IL CONSIGLIO COMUNALE

si impegna e impegna

IL SINDACO

 quale massima autorità sanitaria locale ed in qualità di rappresentante dello Stato ad adoperarsi concretamente, attraverso l’utilizzo dei canali istituzionali, per reiterare la propria volontà e rafforzare la propria azione per:

  1. promuovere ogni possibile azione a tutti i livelli volta a fermare il progetto militare del MUOS, sostenendo con attiva partecipazione le iniziative indette dal Coordinamento dei comitati e dal movimento No MUOS.
  1. vigilare affinché le autorità competenti completino le indagini e i rilievi per verificare gli effetti del MUOS.
  1. promuovere campagne di sensibilizzazione contro l'installazione del MUOS, contro il riarmo e la militarizzazione della Sicilia, e sui pericoli per la salute causati dal MUOS.
  1. richiedere la redazione di una relazione che metta a confronto in maniera approfondita lo studio dell’Istituto Superiore di Sanità e il documento prodotto dagli esperti nominati dalla Regione in merito agli impatti del MUOS.
  1. ottenere chiarimenti relativi alle interferenze tra le onde del MUOS e le apparecchiature destinate all’utilizzo da parte dell’aviazione civile, in particolare quelle relative all’aeroporto di Comiso, dato che l’ENAV stesso ha dichiarato che due rotte su quattro risultano già compromesse. 
  1. sostenere attraverso atti e procedure, di competenza dell’attività comunale, la richiesta di revoca dell’autorizzazione al MUOS, sia in merito al rispetto delle procedure di autorizzazione, sia in coerenza con quanto dettato dalla normativa vigente per la salvaguardia della salute, della sostenibilità dell’ambiente, per lo sviluppo di un Mediterraneo di pace, di solidarietà e di accoglienza.

IMPEGNA L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

  1. a fare parte, insieme coi comuni di Mirabella Imbaccari, Caltagirone, San Michele di Ganzaria, Ragusa, Caltanissetta, Pozzallo, Santa Maria di Licodia e Chiaramonte Gulfi, del Coordinamento intercomunale dei Sindaci dei comuni siciliani sulla problematica MUOS per la difesa del territorio e del diritto alla salute, per promuovere lo sviluppo di iniziative comuni e lo scambio di informazioni ed esperienze sui temi della pace, della nonviolenza, del disarmo e dei diritti umani.                 
  1. a partecipare stabilmente con propri rappresentanti ai lavori del Tavolo Istituzionale sulla problematica MUOS, promosso e convocato dallo stesso Coordinamento intercomunale dei Sindaci dei comuni siciliani sulla problematica MUOS per la difesa del territorio e del diritto alla salute.
  1. ad intervenire all’Assemblea Regionale Siciliana nella difesa del territorio e del diritto alla salute, facendo propri i pareri del Prof. Zucchetti e del Dott. Palermo affinché si insista sulla revoca delle autorizzazioni del MUOS.
  1. adattivare tutte le funzioni proprie dell’Ente locale per sollecitare presso gli organi deputati un costante monitoraggio ambientale dei luoghi interessati, con successiva informazione e pubblicizzazione dei risultati, in coerenza con i principi di legalità e trasparenza.
  1. a chiedere alla Giunta Regionale l'immediata realizzazione di un sistema di sorveglianza epidemiologica dello stato di salute delle persone residenti a Niscemi.

IMPEGNA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO COMUNALE

  1. a far pervenire quanto deliberato col presente atto al Presidente della Regione Sicilia, ai singoli deputati regionali siciliani affinché prendano posizione sulla vicenda “NO MUOS”, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministero della Salute, al Ministero dell’Ambiente, al Ministero della Difesa, al Presidente del Consiglio Europeo, al Presidente della Commissione Europea e al Commissario Europeo per la Salute. 
  1. a chiedere al Governo italiano di risolvere i trattati internazionali di concessione delle basi militari stipulati al di fuori delle procedure e competenze individuate dagli Articoli 80, 87 e 11 della Costituzione, e segnatamente i trattati di concessione della base militare di trasmissione NRTF n.° 8 di Niscemi, procedendo a richiedere le necessarie autorizzazioni parlamentari. 

  LA CONSIGLIERA
Antonella Monastra

Chi sono

Antonella Monastra è palermitana e nata nel ‘56. E’ ginecologa responsabile del Consultorio Familiare ...
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